COS'E' C.I.LP. ITALIA

 L’impatto delle nuove tecnologie nel mondo del lavoro

E’ di pochi giorni fa la notizia che è arrivata dall’università italiana di Bologna che sarà il primo ateneo italiano ad attivare una “laurea magistrale internazionale in intelligenza artificiale. Infatti, insieme alla Sapienza di Roma, è l’unica nel nostro paese ad aver creato un corso di laurea molto settoriale e dedicato, completamente in lingua inglese, sulle discipline fondanti e applicative di questa materia. Questo corso di laurea in “Artificial Intelligence” è il primo, per specificità e completezza, a trattare materie come la visione artificiale, il trattamento del linguaggio naturale, il data science e i sistemi di supporto alle decisioni. Un percorso di studi con un obiettivo preciso: formare laureati in grado di diventare specialisti in “Artificial Intelligence”. Professionisti altamente specializzati e pronti ad un mondo del lavoro che sarà guidato da robot, assistenti virtuali, auto a guida autonoma, robotica avanzata e modelli predittivi. Le innovazioni tecnologiche legate all’uso dell’intelligenza artificiale non smettono di creare nuovi linguaggi e modelli cognitivi. Sempre a Bologna prenderà l’avvio un nuovo centro di ricerca con sei professori stranieri per studiare le implicazioni psicologiche, etiche e giuridiche di un mondo guidato dai robot.

Un’altra novità è il centro interdipartimentale per la ricerca sull’intelligenza artificiale che aprirà in primavera alla quale lavoreranno decine di ricercatori, di cui sei stranieri. “Stiamo schierando una capacità di ricerca di livello mondiale”, non esita ad affermare il prorettore alla ricerca Antonino Rotolo. Il settore è ovviamente molto promettente: negli ultimi sei anni l’ateneo di Bologna ha raccolto 50 milioni di euro di finanziamenti per 120 progetti di ricerca sull’intelligenza artificiale. Tra questi un maxi-progetto europeo da 20 milioni per la creazione di una piattaforma europea sull’intelligenza artificiale. Il tutto aspettando il 2022 quando la conferenza mondiale sull’Artificial intelligence, la Ljcai-Ecai arriverà sotto le Due Torri. “Il tema- sottolinea ancora Rotolo- non è la fuga dei cervelli ma quello dell’attrattività dei cervelli. Ma per attirarli serve un progetto forte”.

La visione “artificiale” e altamente robotizzata del futuro dell’umanità, non è più un miraggio dai contorni sfocati, ma è già diventata realtà grazie alle nuove tecnologie applicative e alle loro implicazioni socio-economiche. Un futuro che possiamo già toccare con mano, insomma, e che anche il mondo universitario inizia ad approcciare per formare nuove figure di esperti del settore.


Ma che cosa è e, soprattutto, quando nasce l’Intelligenza Artificiale?

L’Intelligenza Artificiale nasce con l’avvento dei computer e la sua data di nascita è fissata nel 1956. Ed anche se quando  si parla di “Intelligenza Artificiale” si è portati a pensare immediatamente a tecnologie all’avanguardia, a robot in grado di comprendere e decidere le azioni da compiere e di un mondo futuristico in cui macchine e uomini possano convivere, in realtà, però, l’Intelligenza Artificiale ed il suo utilizzo è molto più reale di quanto si possa immaginare e viene oggi utilizzata in “molteplici settori” della vita quotidiana. Si tratta tuttavia di utilizzi meno invasivi di quello che si pensa o di quanto viene mostrato spesso dai film di fantascienza che hanno trovato nel tema dell’Intelligenza Artificiale lo spunto per molte serie più o meno di successo. Tecnicamente l’Intelligenza Artificiale è un ramo dell’informatica che permette la programmazione e progettazione di sistemi sia hardware che software che permettono di dotare le macchine di determinate caratteristiche che vengono considerate tipicamente umane quali, ad esempio, le percezioni visive, spazio-temporali e decisionali. Si tratta cioè, non solo di intelligenza intesa come capacità di calcolo o di conoscenza di dati astratti, ma anche e soprattutto di tutte quelle differenti forme di intelligenza che sono riconosciute dalla teoria di Gardner, e che vanno dall’intelligenza spaziale a quella sociale, da quella cinestetica a quella introspettiva. Un sistema intelligente che viene realizzato cercando di ricreare una o più di queste differenti forme di intelligenza che, anche se spesso vengono definite come semplicemente umane, in realtà possono essere ricondotte a particolari comportamenti riproducibili da alcune macchine.Se fino a pochi anni fa il principale problema di tutti gli scienziati coinvolti nella ricerca relativa all’Intelligenza Artificiale era quello di poter dimostrare la realistica possibilità di utilizzare sistemi intelligenti per usi comuni, oggi che questo obiettivo è ampiamente raggiunto ci si chiede spesso quale possa essere il futuro dell’Intelligenza Artificiale. Sicuramente molta strada deve essere ancora fatta, sopratutto in determinati settori, ma la consapevolezza che l’Intelligenza Artificiale oggi rappresenta una realtà e non più un’ipotesi, i dubbi sono soprattutto relativi alle diverse possibilità di utilizzo dei sistemi intelligenti e al loro impatto sul tessuto sociale ed economico. Molte persone credono che l’uso di sistemi intelligenti sia relegato a particolari elite informatiche senza pensare che, invece, l’Intelligenza Artificiale viene abbondantemente utilizzata anche nel quotidiano. Ad esempio, i vari strumenti di riconoscimento vocale che vengono regolarmente utilizzati, dagli smartphone ai sistemi di sicurezza, si basano su algoritmi tipici dell’Intelligenza Artificiale, in particolare quelli relativi all’apprendimento automatico. Molto noto, nel panorama dell’apprendimento automatico e dell’Intelligenza Artificiale, è l’utilizzo che si fa di questo strumento nel settore automobilistico. I veicoli in grado di muoversi nel traffico anche senza pilota sono oggi qualcosa che va oltre la sperimentazione, anche se il loro utilizzo è limitato solo a determinati settori e situazioni. Molto sfruttate, invece, tutte quelle applicazioni che fanno uso della logica Fuzzy, che permettono di realizzare sistemi di cambi di velocità in auto a guida semi-autonoma. Molti progetti di intelligenza Artificiale sono utilizzati soprattutto nell’ambito della programmazione di giochi, dagli scacchi al backgammon. Proprio questi due particolari giochi hanno anche dato un importante contributo allo sviluppo degli algoritmi di apprendimento.

Ulteriori settori in cui l’Intelligenza Artificiale viene utilizzata in maniera regolare sono il mercato azionario, la medicina e la robotica. Inoltre, i sistemi intelligenti sono utilizzati anche per migliorare ulteriormente molti settori dell’informatica stessa. In ambito medico, infine, l’Intelligenza Artificiale fa soprattutto uso delle reti neurali, soprattutto nelle analisi del battito cardiaco, nelle diagnosi di alcune forme tumorali e nella realizzazione di robot di accompagnamento. Infine, anche molti moderni smartphone e dispositivi mobili presentano piattaforme basate su sistemi di Intelligenza Artificiale, che permettono una vera e propria interazione tra il telefono e il suo proprietario, fondamentale per diverse funzioni. Alcuni moderni telefoni, ad esempio, presentano dei sensori in grado di rendersi conto se il proprietario del telefono si sta muovendo a piedi o in veicolo: in questo caso automaticamente potrà impostarsi sulla modalità di guida per garantire la massima sicurezza nell’uso. Ancora, alcuni telefoni accenderanno automaticamente la torcia incorporata quando si renderanno conto che il proprietario si sta muovendo al buio. Le funzioni sono differenti e molto varie a seconda dei telefoni, ma tutte volte a migliorare il comfort e la sicurezza di quanti ne fanno uso. E se da un lato l’entusiasmo per l’evoluzione tecnologica è sicuramente molto evidente in diversi settori, dall’altro la paura che a breve le macchine potrebbero sostituire del tutto l’uomo in molti luoghi di lavoro si è insinuata in maniera sempre più insistente nelle menti di molti. L’evoluzione tecnologica già in passato ha portato a sostituire la mano d’opera umana con macchine e computer che, in maniera più rapida e soprattutto più economica, sono stati utilizzati in diversi settori. Con l’uso massivo dell’Intelligenza Artificiale sarà possibile perdere ulteriori posti di lavoro ma è anche vero che si apriranno sempre più strade per la realizzazione di nuove tipologie di figure professionali. Ma il contrasto tra uomo e macchina è un settore molto più ampio che non è solo relativo all’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale e dei sistemi intelligenti, ma anche e soprattutto relativo alla morale e all’etica lavorativa e al corretto utilizzo delle macchine nel rispetto dell’uomo. Probabilmente la direzione che si prenderà non è ancora ben delineata, ma potrà portare a breve ad una nuova rivoluzione culturale e industriale.

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